Basilica Cattedrale –  Parrocchia

S. Maria Assunta

 

Piazza Duomo

98122 Messina

Tel. 090.774895

 

Rettore:

Mons. Angelo Oteri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parrocchia S. Maria del Carmine

 

Via A. Martino, is. 214 98123 Messina

Tel. 090.717089; 090.662196;

Fax 090.662070

 

Rettore:

Don Gianfranco Centorrino

 

parrocchiacarminemessina@virgilio.it

Santuario della Madonna del Carmine, realizzata nel 1931 su progetto dell'arch. Cesare Bazzani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parrocchia S. Maria Consolata (Don Orione)

 

Viale S. Martino, 338 98124 Messina

Tel. 090.2930404

Fax 090.2920679

 

Rettore:

Don ... ... F.D.P.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna di Lourdes

 

Viale R. Margherita, 39

98121 Messina

Tel. 090.40145;  48467;

Fax  090.361276

 

Rettore:

Fr. Alberto Stellario O.F.M.

 

madonnadilourdes.altervista.org

santuariodilourdes@ofmsicilia.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parrocchia S. Maria di Montalto

 

Via Dina e Clarenza, 16 98122 Messina

Tel. 090.774816

 

Rettore:

Don Lorenzo Campagna

 

Storia del Santuario

Dati architettonici

Orari SS. Messe

 

www.santuariomontalto.it

 

 

 

 

 

Storia del Santuario

Il Santuario Cittadino della Madonna di Montalto fu fondato nel 1294,durante la lunga Guerra del Vespro, per esplicita volontà della Madonna e col concorso di tutta la Città.
Un ruolo non indifferente ebbero la Giunta Comunale del tempo,che comprò e donò il terreno per la costruzione del Santuario,e la Casa reale Aragonese che presenziò alla posa della prima pietra con la Regina Costanza e dotò il Santuario di 40 onze annue col re Federico II.
Fu curato per circa 6 secoli, fino alla soppressione del 7/7/1866, dalle Suore Cistercensi,tra cui è doveroso ricordare le Abbadesse:
— Suor Giovanna Goto,fondatrice del Monastero del Santuario (+ 1321)
— Suor Bartolomea Spadafora,grande restauratrice (+ 1518)
— Suor Agata Balsamo,venerata come santa (+1563)
Fu completamente distrutto dal catastrofico terremoto del 28/12/1908.
Gli Arcivescovi: Mons.L.D'Arrigo (+1922) e Mons.A. Paino (+1967, insieme con Mons. F. Bruno (+1934), furono i principali artefici della ricostruzione del Santuario,nonché del rilancio della devozione alla Madonna culminata nella "Peregrinatio Mariae" diocesana del 1948—1949, chiusa il 1° gennaio 1950 con la solenne incoronazione della Vergine e consacrazione della diocesi al Suo Cuore Immacolato.
Altri momenti memorabili sono : l'Anno Mariano del 1954 , le Celebrazioni del 7° Centenario (1282 — 1982) delle apparizioni della Madonna a Montalto e infine la visita di SS. Giovanni Paolo II il 12 Giugno del 1988.

Nel 1946 il Santuario venne affidato alle cure dei figli di S. Alfonso Maria dei Liguori, i Padri Redentoristi.

Il primo Gennaio 1965 veniva eretto canonicamente in chiesa parrocchiale e il 30 Dicembre 1967 l'erezione otteneva il riconoscimento giuridico del Capo dello Stato.

Il primo Giugno 1968, Mons. Francesco Fasola, riconsacrava il tempio che, dopo la ricostruzione del 1928, era stato soltanto benedetto, ma la festa liturgica della consacrazione restava confermata al 12 Giugno, così come era fissata nell'antico proprio dell'Archidiocesi di Messina.

Dall'Agosto del 2003 la custodia del Santuario è ritornata alla Diocesi di Messina e affidata ad un sacerdote diocesano.

 

 

Dati strutturali e architettonici

L'attuale tempio è stato costruito in due fasi, delle quali la prima condizionò la seconda. La prima fase fu quella che susseguì immediatamente al terremoto, quando si ricostruì, con criteri antisismici, un edificio che per ampiezza uguagliava quello distrutto e, come quello, aveva l'abside rivolta verso oriente e l'ingresso dall'occidente. Nella seconda fase fu utilizzata di questa costruzione soltanto la navata: l'abside fu demolita e al suo posto furono costruite le due torri campanarie e la cantoria, che, con il portone di ingresso, guardano verso la città; anche la facciata fu demolita e alla navata così aperta fu aggiunto il transetto, con la nuova abside e, dietro di essa, la casa canonica.

La progettazione di questo ampliamento è stata fatta dall'architetto Francesco Valenti e dall'Ufficio Tecnico Arcivescovile.

 

 

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L'area occupata dalle costruzioni è di mq. 700 circa: la chiesa è larga m. 8 — nella navata — quanto la prima sorta alla fine del '200 — e m. 20 nel transetto. La lunghezza, dall'abside alla facciata, è di m. 40; l'altezza di m. 25 nei campanili sino alla croce, e di m. 13 nella navata.

Le stutture sono costituite da intelaiture di pilastri e travi di cemento armato con tampognamenti di laterizi.

Il partito architettonico è un misto di romanico e di gotico. La piazzetta antistante la Chiesa copre un salone e altri ambienti adibiti a locali parrocchiali.

 

 

 

 

Orari Messe nel Santuario

 

Feriale: (invernale)

17.00

S. Rosario - Vespri

 

17.30

S. Messa

Feriale: (estivo)

17.30

S. Rosario - Vespri

 

18.00

S. Messa

Festivo: (invernale)

9.30 - 11.00 - 17.30

S. Messe

Festivo: (estivo)

9.30 - 11.00 - 18.00

S. Messe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Basilica S. Antonio di Padova e S. Cuore di Gesù

 

Via S. Cecilia, 121  98123 Messina

Tel. 090.60130

Fax 090.60130213

 

Rettore:

P. Mario Magro R.C.J.

 

Introduzione storica

Aspetti artistici

Orari

 

www.basilicaantoniana.it

 

 

 

 

 

 

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Introduzione storica
Il Santuario di Sant’Antonio sorge sul luogo dell’antico quartiere «Avignone» dove Sant’Annibale Maria dal marzo 1878 iniziò il suo apostolato a favore dei più poveri e bisognosi.
Nel 1881, nelle casette Avignone, venne inaugurata la prima cappella dedicata al Cuore di Gesù.
Dopo il terremoto del 1908, venne impiantata una chiesa baracca, dono di S. Pio X, nella quale Sant’Annibale proclamò Sant’Antonio di Padova “Singolarissimo e instancabile benefattore nostro e di tutti
quelli che alle nostre preghiere si raccomandano”. Nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1919 un misterioso incendio distrusse la chiesa baracca. Durante l’incendio una donna del popolo gridò: “Non vi preoccupate, ora il Padre Francia ne farà una tutta d’oro”.
Così il 3 aprile 1921 venne posta la prima pietra per la costruzione dell’attuale Basilica-Santuario. Il 4 aprile 1926 si inaugura la bellissima Chiesa sotto il titolo “Tempio della Rogazione Evangelica del Cuore di Gesù” e “Santuario di Sant’Antonio”.
Tempio della Rogazione: infatti è la prima Chiesa nel mondo dedicata alla preghiera per le vocazioni secondo il comando di Gesù “Pregate dunque il Padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe” (Mt 9,37-38; Lc 10,2).

 

 

Ricostruzione della prima cappella inaugurata per la venuta di
Gesù sacramentato nelle “Casette Avignone” il 1° luglio 1886.
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La Chiesa-baracca in legno, donata da S.Pio X nel 1909.

 

 

Santuario di Sant’Antonio per la particolare devozione che Sant’Annibale ebbe verso il Santo di Padova fin dal 1887 con la istituzione del “Pane di Sant’Antonio”.
Avvenne così: una signora, certa Susanna Consiglio vedova Miceli, durante l’epidemia di colèra, aveva fatto questo voto al Santo: “Manderò una somma di denaro per il pane degli orfanelli del Padre
Annibale, se io e i miei figli resteremo immuni dal contagio”. La signora fu esaudita e sciolse il voto. Da allora Sant’Annibale diffuse questa devozione in tutto il mondo. Il Santuario fu consacrato il 19 Agosto 1937 da Monsignor Pio Giardina, Vescovo Ausiliare di Messina.
Il Santo Padre, l’11 giugno 1988 ha visitato il Tempio della Rogazione Evangelica, durante la sua venuta a Messina per la Canonizzazione della Beata Eustochia. Il 4 aprile 2006 Benedetto XVI elevava a Basilica Minore il Tempio-Santuario.

 

 

 

 

 

ASPETTI ARTISTICI
Il Santuario fu la prima chiesa in muratura costruita nel cuore di Messina, dopo il terremoto del 28 dicembre 1908. Mentre la ricostruzione edilizia della città sarà fondamentalmente influenzata dallo stile “liberty” di Ernesto Basile, le nuove Chiese si richiameranno all’architettura antica. Il Santuario, per il sapiente disegno e l’amorosa cura dei particolari, raggiunge un livello e una compiuta espressione
architettonica. La Chiesa occupa una superficie di circa 500 mq ed ha un’altezza di 15 metri fino alla gronda della navata centrale. Al volume della Chiesa è direttamente collegato il Campanile la cui altezza, per motivi di sicurezza antisismica, fu limitata ai 16 metri. Il Santuario è oggi collegato con l’Istituto Antoniano, la cui costruzione, successiva di circa un decennio, fu condotta dallo stesso progettista con una coerente unità stilistica, anche grazie all’impiego dello stesso materiale
costruttivo, la pietra di Melilli, realizzando un complesso armonico e unitario.
La progettazione della Chiesa fu affidata allo studio dell’Ing. Letterio Savoja, messinese, col quale collaborò curando particolarmente gli interni e il calcolo statico l’Ing. Gaetano Bonanno. I lavori di costruzione vennero eseguiti dalla Ditta Lorenzo Interdonato. L’opera rientra nella tradizione dell’architettura ottocentesca. L’impianto spaziale è quello classico della Chiesa basilicale a tre navate che si innestano direttamente nelle absidi senza interposizione di transetto. La composizione è ispirata alle forme dell’architettura rinascimentale. La copertura delle navate è realizzata con manto di tegole piane alla marsigliese, mentre le semicupole delle absidi sono rivestite con lastre di piombo.

 

 

 

 

Orari

 

Le SS. Messe festive sono animate dalle varie associazioni della Basilica:

ore 10,00 Zelatrici e Zelatori del Rogate
ore 11,00 Paggetti Antoniani e giovani
ore 12,00 Ex-allievi Rogazionisti e Comitato Feste Antoniane
ore 18,00 Figlie di Maria

Orari SS. Messe
Feriali: 7,30 – 8,30 (Cripta) – 9,00 – 10,00 – 11,00 – 18,00
Festivi: 7,30 – 9,00 – 10,00 – 11,00 – 12,00 – 18,00

Orari di apertura del Santuario:
* feriali 7,00 – 12,00; 16,30 – 18,30
* festivi 7,00 – 13,00; 16,30 – 19,00

Confessioni:
Feriali 7,30 – 11,30 * 17,00 – 18,30
Festivi 7,30 – 12,30 * 17,00 – 19,00

Nei mesi di luglio, agosto e settembre gli orari delle SS. Messe saranno i seguenti:
Feriali: 7,30 – 8,30 – 9,00 – 10,30 – 18,00
Festivi: 7,30 – 9,00 – 10,00 – 11,00 – 12,00 – 18,00

Le SS. Messe devozionali si celebreranno in assenza di memorie, feste o solennità e saranno cosi divise:
Lunedì in onore di P. Annibale
Martedì in onore di S. Antonio
Mercoledì in onore di S. Giuseppe
Giovedì per le Sante Vocazioni
Venerdì in onore del Sacro Cuore
Sabato in onore della Madonna

Tutti i giovedì, Esposizione del SS. Sacramento dalle 9,00 alle 12,00 in Cripta e adorazione eucaristica comunitaria tre quarti d’ora prima della S. Messa Vespertina. L’adorazione eucaristica vocazionale sarà animata mese per mese dai Padri della Casa.

Il III° sabato del mese, dopo la S. Messa vespertina adorazione eucaristica con tutti i membri delle varie Associazioni nella Cripta S. Annibale. L’adorazione sarà animata dal Padre Maestro e dal Noviziato di Villa S. Maria

La giornata di Padre Annibale è fissata per il giorno 16 di ogni mese, in ricordo del giorno della Canonizzazione. Mezz’ora prima della S. Messa vespertina si reciterà l’ossequio con strofe e canti e momento omiletico alla S. Messa

La giornata della memoria e della preghiera per il Servo di Dio P. Giuseppe Marrazzo, è fissata per il giorno 30 di ogni mese. Ad animare la S. Messa, quella vespertina, saranno gli Amici di P. Marrazzo. La raccolta del denaro della Santa Messa vespertina sarà devoluta per la Causa di Canonizzazione.

Tutti i giorni feriali dopo la S. Messa mattutina delle ore 7,30, in cripta, si celebra l’Ufficio delle Lodi Mattutine con la partecipazione dei fedeli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parrocchia S. Maria di Pompei

 

Viale R. Margherita, 25

98121 Messina

Tel. 090.45170; 46370;

Tel. 090.361246 (Convento)

Fax 090.361248

 

Rettore:

P. Francesco Gullo O.F.M. Capp.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna di Dinnammare

 

Monti Peloritani

Tel. 090.730247

 

Rettore:

Don Domenico Rossano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maria SS. Annunziata

 

Via Salita San Pietro

98022 Fiumedinisi

Tel. 0942.771019

 

Rettore:

Don Giuseppe La Speme

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

S. Francesco di Paola

 

P.za S. Francesco di Paola

98057 Milazzo

Tel. 090.9281337

 

Rettore:

P. Mario Savarese O.M.

 

La storia

Aspetti architettonici

 

www.minimimilazzo.it

 

 

 

 

 

 

La storia

Il rustico del Convento e della Chiesa fu costruito da S. Francesco, aiutato dai milazzesi.

S. Francesco nacque a Paola, in Calabria, nella Provincia di Cosenza, il 27 marzo 1416; fondò l'Ordine dei Frati Minimi nel 1435; Papa Giulio II il 28 luglio 1506 approvò le. Regole del I, del II e del III Ordine.

Nel 1464 viveva, esiliato a Paola, il milazzese Bernardo Caponi; questi fu talmente conquistato dalla santità di Frate Francesco che consigliò i Capi della Università (Comune) di invitare il Santo Frate a Milazzo.

L'Università aderì al consiglio ed inviò due Magistrati: Angelo Camarda e Giovanni Villani ad invitare il Santo a Milazzo. Egli accettò volentieri. Accompagnato da due Frati: P. Paolo Rendacio e Fra Giovanni da S. Lucido, partì da Paterno Calabro, ove allora si trovava. Il 3 aprile 1464 arrivò a Catona, dalla cui spiaggia stava salpando per Messina, con un carico di legna, il barcaiolo Pietro Colosi. Frate Francesco lo pregò di traghettare anche lui ed i suoi due Frati, ma «per carità», perché non avevano denaro. Il barcaiolo Colosi si rifiutò e disse: «Voi non avete i soldi, ed io non ho la barca». S. Francesco non si perse d'animo: pregò il Signore, distese il suo mantello sulle acque, vi salì lui, vi fece salire gli altri, e partì alla volta di Messina. Attraversato lo Stretto sul mantello, approdò con i suoi sulla costa messinese, probabilmente nei pressi di Faro; quindi si incamminò per Milazzo. Trascorse la notte tra il 3 ed il 4 aprile in una abitazione dei Raffa, a Gesso; il 4 aprile 1464 raggiunse Milazzo.

L'Università e la cittadinanza lo accolsero con grandi onori. I responsabili della Città gli offrirono il Colle S. Biagio, perché vi costruisse un suo Convento ed una sua Chiesa. Il Santo accettò, ringraziò ed iniziò i due lavori di costruzione il 17 gennaio 1465. Molte Famiglie Patrizie fecero a gara nell'offrirgli una dimora, ove trascorrere la notte, ma egli preferì dormire con i poveri, ed elesse l'ospedaletto cittadino.

Poiché i muratori abbisognavano dell'acqua, S. Francesco indicò loro dove scavare per ottenere un pozzo; scavando, però, incontrarono due massi, a breve distanza l'uno dall'altro; intervenne il Santo, il quale, tracciato un segno di croce su ognuno, li alleggerì; egli stesso li pose in un luogo, sulla nuda terra; su essi innalzò una parete della Chiesa, e precisò: «Questi massi faranno da fondamenta per il Convento e per la Chiesa». Esistono ancora: sono recintati da sbarre profetizzò: «Quando i miei Figli si saranno provveduti di una cisterna per raccogliere acqua piovana, quest'acqua tornerà salmastra»: ciò, che realmente avvenne, quando i Frati della prima Comunità Religiosa si fecero la cisterna. L'acqua è tuttora salmastra; il pozzo sta nell'atrio della Caserma dei Carabinieri.

Per coprire la volta della Chiesa, S. Francesco faceva venire le travi da S. Pier Niceto; una trave risultò più corta, per cui non poteva poggiare sulle due pareti; ne fu informato; si fece indicare la trave, la prese tra le mani e la tirò, allungandola fino a che potesse poggiare sulle due pareti; il posto ove fu collocata questa trave è indicato da una lampadina sempre accesa; è la terza, entrando in Chiesa.

In poco più di tre anni, il Frate santo terminò sia il rustico del Convento che quello della Chiesa. Queste due costruzioni, che procedevano simultaneamente, sono senza fondamenta. S. Francesco volle che il Convento si chiamasse «Convento Gesù Maria», e la Chiesa «Chiesa Gesù Maria», anche se ora vengano chiamati «Convento S. Francesco di Paola) e «Santuario S. Francesco di Paola». Con gli anni, i Frati ingrandirono il Convento. Essi possedevano e coltivavano un grande orto. Nel 1620, circa, il Convento di Milazzo divenne Casa di Noviziato della Provincia Monastica di Messina; nello stesso anno, si ingrandì la Chiesa, che subì anche delle modifiche: la facciata e l'ingresso principale ven­nero spostati da ponente a oriente; l'altare maggiore subì lo steso spostamento; vi si aggiunse l'attuale presbiterio.

Per le vicende storiche del .1860 (soppressione degli Ordini Religiosi ed incameramento di tutti i beni ecclesiastici da parte dello Stato), anche i nostri Frati furono espulsi dal Convento, fu tolta loro la Chiesa, fu tolto loro l'orto. Tuttavia, come Rettore della Chiesa, rimase P. Giuseppe Piraino, il quale, con Breve Apostolico del 9 aprile 1817 era stato insignito del solo «titolo» di Generale dell'ordine da PAPA PIO VII (Atti Capitoli Generali, VoI. 2, p. 326, nota 1). Nell'orto, furono costruite le Scuole Medie Garibaldi; nella parte orientale del Convento si insediarono altre Scuole (ora c'è l'Istituto d'Arte); in quella occidentale, posero la Caserma dei Carabinieri. Dal 1909 al 1910 custode e Rettore della Chiesa fu P. Benedetto Nastasi. Nel 1908, nella notte dopo la Festa del S. Padre, la Chiesa si incendiò; molti affreschi si persero per sempre.

Nel 1823 il Convento di Milazzo fu scelto e designato dalla Curia Provincializia di Messina a «secondo Collegio per gli studenti della gioventù Minima», perché quello di Messina, 10° Collegio, non poteva contenere altri studenti. I Frati di Milazzo si distinsero sempre per virtù e per solida dottrina.

I Frati Minimi tornarono ufficialmente a Milazzo nel 1910. Il Comune cedette loro, in uso, la Chiesa e pochissimi vani, anche essi in uso soltanto.

La Chiesa ha Personalità Giuridica riconosciuta con R. D. il 4 ottobre 1934, n: 1859; anche il Convento, ai sensi del Regio Decreto del 4 ottobre 1934, fu riconosciuto civilmente e, insieme alla Chiesa, fu registrato alla Corte dei Conti il 7 novembre 1934.

Nel 1507 il Convento già aveva una Comunità numerosa e molto osservante. Al 1° Capitolo Generale dell'Ordine, tenutosi al Pincio, a Roma, nel Convento della SS. Trinità, il 28 dicembre 1507, parteciparono anche due Frati di Milazzo: il Superiore P. Roberto e P. Stefano da S. Agata.

 

 

 

 

 

Aspetti architettonici

La Chiesa è a una sola navata; misura metri 35 x 7; l’altare maggiore è antico e monumentale; ha due ingressi laterali; ha quattro altari laterali; ha due Confessionali. L’ingresso NORD (verso il Castello) è del 1600, con decorazioni del 1700; quello verso EST (a Levante) immette nel pianoterra del chiostro, probabilmente antico quanto la Chiesa. Nove candelabri di vetro, elettrici; originariamente erano tredici, per ricordare la pia pratica dei TREDICI VENERDI in onore del santo Padre. Dodici finestre istoriate illuminano ed abbelliscono la Chiesa. I due Confessionali sono di noce, merlettati, del 700. 

Appena entrati in Chiesa, la volta bassa è infiorettata, opera di Scipio Manni; con un solo sguardo, ti si presenta tutta la grandiosità e la bellezza artistica della Chiesa. Le pareti laterali sono rivestite di marmo policromo fino al cornicione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna della Catena

 

98030 Mongiuffi Melia

Tel. 0942.20236

Tel. 0942.50210

 

Rettore:

Don Antonino Tricomi

 

santuariomongiuffi@gmail.com

 

La storia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia

La denominazione «della Catena» è stata annoverata nella lunghissima litania dei titoli con cui si onora la Madre di Dio, nell’anno 1397.
Regnando in Sicilia Martino I, sposo di Maria d’Aragona, ci raccontano gli storici Mongitore e Rocco Pirri, tre giovani innocenti furono condannati alla forca in Palermo.
Nel giorno dell’esecuzione i condannati furono condotti a Piazza Marina, dove erano alzate le forche. Ma, poco prima di salire sul palco, si scatenò un uragano sconvolgente.
I gendarmi con i condannati si rifugiarono nella chiesetta di Santa Maria del Porto, presso il mare, in attesa della fine del temporale, che si protrasse molto a lungo nella notte.
Non essendosi potuti trasferire i condannati al carcere, insieme alle Guardie essi passarono la notte nella Chiesetta, legati l’un l’altro a doppie catene, dopo che la chiusura della porta era stata assicurata.
Così l’esecuzione veniva rimandata al domani. Le guardie dormivano, ma i condannati pregavano. Coscienti della propria innocenza, essi avevano veduto nel temporale e nel loro rifugio in Chiesa un auspicio di salvezza.
Presso l’altare, su cui si ergeva una immagine della Vergine Maria, palpitava una lampada come una speranza.
I tre poveretti vi si trascinarono presso, col cuore sulle labbra, e pregarono la Vergine Santa, perché facesse conoscere la loro innocenza.
Ad un certo momento sentirono spezzarsi le loro catene e, avviandosi rapidamente verso l’uscita, videro la porta spalancata. Già sorgeva il giorno.
Ma furono raggiunti dalle guardie, che li avrebbero incatenati di nuovo, se non fosse intervenuto il popolo, che di nuovo affollava la piazza. E fu il popolo ad appellarsi al Re, che, di fronte allo straordinario prodigio, li dichiarò liberi.
Il Re e la Regina furono i primi a portarsi alla Chiesetta del prodigio per vedere le catene spezzate e rendere commosso omaggio a Maria.
Da quel giorno fu un continuo pellegrinare di Palermitani e di fedeli dei paesi vicini.
La Chiesetta fu ingrandita ed abbellita dalla munificenza dello stesso Martino I e divenne Santuario celebre, ove nel 1500 faceva la sua prima visita la Regina Giovanna di Napoli, umiliando la corona regale ai piedi della Vergine Santa della Catena.
La devozione verso Maria sotto il nuovo titolo si diffuse per la Sicilia, la Calabria, la Lucania e la Campania.
Tra le città ed i paesi, ove la Santissima Vergine della Catena è stata ed è venerata, si ricordano: Riesi (Caltanissetta), che, dopo Palermo, eresse il primo tempio in onore di Lei, e dal 1941 è affidato ai Salesiani. Poi Catania, Messina, Termini Imerese, Aci Scarpe che per opera del principe di Campofiorito prese il nome di Acicatena, Adrano, Castiglione di Sicilia, Modica, Gangi, Lipari, Roccalumera, Castel di Tusa, Milazzo, San Marco d’Alunzio, Polistena, Cittanova, Cassano Ionio, Dinàmi, ove la parrocchiale è il Santuario diocesano, Laurignano, dove il Santuario è custodito dai PP. Passionisti, e Cefalù.
E’ sintomatico che tutte le chiese urbane e campestri dedicate alla Catena sono mete di pellegrinaggi.

 

La prima domenica di settembre ed il venerdì e sabato precedenti, si svolge la grande festa. Ancor oggi, tanti fedeli che apprezzano il sacrificio come mezzo di purificazione e di sublimazione arrivano al Santuario anche a piedi da luoghi lontani, attraversando vie campestri spesso impervie, scalzi, così da lacerarsi i piedi; portando enormi torcioni che pesano molto, per amore del figlio, che era stato spacciato dai medici e che fu salvato dalle loro grida disperate, e ricche di fede ad un tempo, rivolte alla Madre di Dio. Arrivano con le maglie e le camice macerate di sudore, col viso scavato dalla sofferenza, pallidi, polverosi, stremati, forzando il cuore sino alle ultime possibilità, pur di arrivare al Santuario e compiere il voto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna della Libera

 

98030 Mongiuffi Melia

Tel. 0942.20236

 

Rettore:

Don Giuseppe Di Bella

 

La storia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna del Carmine

 

Via Ugo Foscolo, 54 98051 Barcellona P. G.

Tel. 090.9762800

 

Rettore:

P. Aurelio Antista O. Carm.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parrocchia Maria SS. del Terzito

 

98050 Val di Chiesa (Salina)

Tel. 090.9809017

 

Rettore:

Can. Alessandro

Lo Nardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Santuario S. Antonio di Padova

 

Frazione S. Antonino

Piazza Convento, 1

98051 Barcellona P. G.

Tel. 090-9702517

 

Rettore:

Fr. Gimmi Palminteri o.f.m.

 

Orari del Santuario

 

www.santantoninobarcellona.it

 

 

 

 

 

 

 

ORARI DEL SANTUARIO

 

Feriali:
  • Lodi Mattutine 7,30
  • S. Messa 8,00
  • Vespri 19,30
  • ogni Martedì ore 19,00 S. Messa in onore di S. Antonio

Festivi:
  • Lodi Mattutine 7,30 (da Luglio a Settembre 8,30)
  • SS. Messe 8,00 - 10,00 (da Luglio a Settembre 9,00)
  • S. Messa 19,00
     
Orari di apertura del Santuario: 
  • 6,30 – 12,30; 16,30 – 20,30
     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna della Provvidenza

 

98065 Montalbano Elicona

Tel. 0941.679092

 

Rettore:

Mons. Benedetto Rotella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna dell’Aiuto

 

98030 Roccafiorita

Tel. 0942.298961; 0942.726024

 

Rettore:

Don Giuseppe D’Agostino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna della Neve

 

Via Seminario

98046 S. Lucia del Mela

Tel. 090.935262

 

Rettore:

P. Jesus Garcia Gomes M.Sp.S.

 

La storia

Orario celebrazioni

 

www.madonnadellaneve-net.diocesimessina.it

 

 

 

 

 

 

La storia

Simbolo di S. Lucia del Mela, guardiano e protettore silenzioso, il Castello è posto a 368 m., domina dall'alto del colle Mankarruna la pittoresca cittadina.
Le origini sono incerte, ma le fonti attendibili lo fanno risalire agli inizi del periodo musulmano in Sicilia (827-1061), anche se alcuni lo vorrebbero di epoca posteriore, normanna, sveva o addirittura aragonese.
Il Castello viene ristrutturato ed ampliato sotto la dominazione aragonese (1322), ospita il grande Federico II d'Aragona. Nel 1600 abbandonato e in rovina, viene ceduto dal proprietario Don Francesco Marra, Principe di Buccheri, al prelato del tempo, Don Francesco Picciotta.
Nel luglio del 1673 grazie al generoso contributo della popolazione venne avviata la costruzione del Santuario. Il 5 agosto del 1674 viene collocata la preziosa statua della Madonna della Neve, nata dalle sapienti mani di Antonello Gagini (1529).
Tra la seconda metà del 1700 e l'inizio del 1800, altri lavori rendono ancora più prezioso il Santuario: stucchi e lampadari in legno dorato, l' altare maggiore e il pavimento del presbiterio in marmo policromo, viene realizzata la scalinata ad Y cui si accedeva alla porta principale del Santuario.
Ancora oggi è grande l' interesse per la tutela di questo prezioso dono della storia, di questo unico emblema di molti importanti significati.

 

 

 

Orario celebrazioni

 

ora solare

feriale

ora legale

 

 

 

16.30

esposizione del Santissimo

17.30

 

 

 

17.00

celebrazione eucaristica

18.00

 

 

 

 


festivo

 

 

 

 

12.00

celebrazione eucaristica

12.00

 

 

 

16.30

recita del rosario

17.30

 

 

 

17.00

celebrazione eucaristica

18.00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parrocchia S. Maria del Carmelo

 

Via R. Margherita 98028 S. Teresa Riva

Tel. 0942.791534

 

Rettore:

Don Salvatore Mercurio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Santuario Santa Maria della Libera

 

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Tel. .....................

Fax ....................

 

Rettore:

Don Giuseppe Di Bella

 

 

Storia del Santuario

Il nome

La devozione a Melia

Il quadro e la statua

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia

Da tempo immemorabile, sorgeva in contrada Mongilone del Comune di Mongiuffi Melia, accanto alla strada mulattiera che da Melia porta alle campagne, un'edicola dedicata alla Vergine Santa col titolo di S. Maria della Libera.

Un giorno comparve, a piedi scalzi, un certo Francesco Paolo Ardile, abitante a Letojanni nei pressi della stazione ferroviaria, per ringraziare la Madre di Dio per una grazia ricevuta. Coloro che lo conoscevano sapevano che aveva ricevuto una grazia particolare senza alcun suo merito. Qualche tempo prima infatti, in quello stesso luogo, mentre si recava in un suo podere sito in contrada Acqua della Casa, non soltanto aveva sgridato i braccianti, da lui condotti a giornata, che aveva trovato ivi inginocchiati a pregare, ma aveva pesantemente ingiuriato la Santa Vergine.

Tutti ricordavano come, ritornato dalla campagna, proprio in quel luogo aveva avuto una attacco apoplettico, che esanime era stato riportato a Letojanni su di una scala e che si era riavuto dopo quattro giorni di coma profondo. Sempre scalzo, andò a bussare ad ogni porta di Letojanni, di Gallodoro, di Melia e di Mongiuffi a chiedere offerte onde ampliare l'edicola e porre anche un quadro più grande del

primo.

Nel 1894 i Signori Intilisano Daniele fu Sabatino ed Intilisano Sebastiano Mario fu Paolo, previa autorizzazione del sac. Don Rosario Salimbene, luogotenente dell'arciprete di Taormina per la parrocchia di Melia, commissionarono una statua della Santa Vergine Maria, ad altezza naturale, allo scultore Lo Turco Francesco da Gallodoro. Nello stesso anno la statua fu scolpita e fu accolta a Melia con grande devozione.

Nel 1902 si costituì un comitato comprendente i due Intilisano e i signori Curcuruto Sebastiano fu Gaetano, Cuzari Giovanni con la moglie Gullotta Maria di Santo, proprietaria del terreno ove sorgeva l'edicola, con l'intenzione di erigere in tale luogo un Santuario. La signora Gullotta-Cuzari fu designata come cassiera. Questo comitato manifestò detta intenzione sia agli abitanti di Melia come pure ai Meliesi all'estero.

Il mercoledì 28 12 1904 furono iniziati i lavori per ricavare lo spiazzale su cui doveva sorgere il sacro edificio. Quivi fu posta una piccola campana che serviva anche a chiamare i devoti ad offrire il loro lavoro per la costruzione. Fu costruita una fornace per la calce che in seguito, ultimati i lavori, fu adattata come cisterna.

La domenica 14 05 1905, il Sac. Sebastiano Serafino Cuzari, fratello di Giovanni, già missionario apostolico, che era subentrato al Sac. Rosario Salimbene, benedisse una nuova campana, fusa a Messina, di kg 142, fatta con obolo popolare. Detta campana fu posta ove doveva sorgere il Santuario. Finalmente il lunedì 30 04 1906 s'iniziarono i lavori veri e propri per la costruzione del Santuario. Essi si protrassero nel tempo ben oltre il 6 07 1913, prima domenica di luglio, giorno in cui il santuario fu aperto al pubblico. Era veramente ammirevole vedere le donne, ogni qual volta che venivano dalle campagne a Melia portare sul capo una pietra, gli uomini che si recavano al lavoro nelle campagne, caricare su propri asini più sabbia che potevano. Dopo che il Santuario fu aperto al culto si pensò a pavimentarlo, ad abbellirlo ed anche a costruire accanto ad esso la sagrestia ed il campanile. Quest'ultimo non poté essere costruito perché, i lavori al Santuario furono sospesi nel 1928, anno in cui il comitato inspiegabilmente si sciolse o fu sciolto.

Nel 1934 all'interno del Santuario fu posta una lapide per ricordare i sigg. Daniele e Sebastiano Intilisano, Giovanni Cuzari e Curcuruto Sebastiano che, guidati dal Sac. Rosario Salimbene, si erano adoperati per incrementare la devozione alla Vergine Santa.

Nel 1950 il Parroco del tempo, Sac. Siligato Concetto, ricostituì il comitato. Esso era composto dai sigg. Siligato Antonino, cassiere, Puglia Alfio fu Concetto, i fratelli Curcuruto Mario e Curcuruto Antonino, Parisi Alfio di Antonino. Questo comitato provvide alla riparazione del tetto, ormai fatiscente, alla tinteggiatura delle pareti ed riorganizzare la festa. Questo comitato si sciolse nel 1957 con la morte del parroco. Un nuovo comitato fu costituito dal Sac. Leonardo Trischitta, Vicario Economo di Melia, nel 1958, essendo già da tempo morti tutti i componenti il primo, come cassiera di questo comitato fu scelta l'ins. Santina Cacopardo in Occhino.

Nel 1961 un fratello del defunto Sebastiano Curcuruto inviò da Filadelfia in Pennsylvania (U.S.A.) $ 5 al Parroco di Melia scrivendo che erano per la S. Vergine della Libera. Il Sac. Giuseppe Di Bella, Parroco dal settembre 1958, non sapendo cosa fare con la modesta somma, si rivolse separatamente ad un altro fratello del Curcuruto che abitava in Melia ed a un nipote che abitava nelle campagne, tutti e due gli consigliarono di celebrare una S. Messa in onore della Vergine Madre e quello che rimaneva destinarlo ai restauri del Santuario. La S. Messa fu celebrata, ma con la somma intera £ 3.155 fu aperto un libretto di risparmio postale. Con la grazia del Signore, detti soldi si moltiplicarono.

Il nuovo comitato, a larghissima maggioranza, in unione alla cassiera ed al parroco, dopo la festa del 1961, aveva stabilito di limitare in avvenire la festa, fin quando non si fossero espletati i restauri, alle funzioni liturgiche. Alcuni membri del comitato, essendo del parere che gli edifici sacri dovessero esser fatti e poi restaurati dal Vaticano o dalla Curia Arcivescovile, per protesta verso le decisioni della

maggioranza, si ritirarono. Il comitato così nel 1961 restò composto dai sigg. Cacopardo-Occhino Santina, Curcuruto Rosina con le nipoti Carmelina e Maria Longo, Puglia Catena in Saoca, Longo Adelina in Puglia, Longo Filippa in Puglia, Lo Turco Catena in Curcuruto, Curcuruto Libera, Catena Lo Monaco col fratello Pietro, la sorella Maria e la cugina Concetta, D'Agostino Eloisa col marito Intilisano Giuseppe, D'Agostino Carmela con il marito Sebastiano Grasso e la figlia Concetta, Elena Natale col fratello Giuseppe Rocco, D'Amore Alfio, Antonino Parisi. Essendo morta il 25 04 1962 la sig.ra Cacopardo-Occhino, fu scelta come cassiera la sig.na Curcuruto Rosina.

Il comitato, composto nella maggior parte di donne, si mise al lavoro, per raccogliere fondi, senza badare alle critiche di tante persone che, volendo ad ogni costo la festa, non si curavano per nulla se il Santuario fosse andato in rovina. Per restaurare il Santuario, furono invitati a concorrere tutti i maestri muratori di Melia. Soltanto due concorsero: il Sig. Barra Cosimo ed il Sig. Lo Monaco Leonardo. Gli altri invece, gentilmente, declinarono l'invito.

Nella casa della sig.na Curcuruto, alla presenza di entrambi i concorrenti, vennero aperte le buste. I lavori furono affidati al Lo Monaco, che aveva presentato il prezzo più basso. Nel 1963 si diede inizio ai restauri. S'incominciò col rifare il tetto in cemento armato che poi, a sua volta nel luglio del 1967, fu coperto con tegole.

Nel 1967 arrivò l'energia elettrica al Santuario.

Nel 1968, ad opera di alcune persone aventi appezzamenti di terreno limitrofi, fu aperta una trazzera che arrivò fin sotto il Santuario. Questa si allacciava, in contrada Volo, a quella che nel 1963 era stata aperta per allacciare Melia al Cimitero. Nel 1971 provvidenzialmente arrivò un cantiere scuola Ministeriale e si rifece il pavimento del Santuario, e l'intonaco esterno.

Nel 1972 il comitato curò i restauri interni che furono fatti in economia.

Nel 1976 con un cantiere-scuola, gestito dall'Amministrazione Comunale di Mongiuffi Melia,

fu consolidata la vecchia strada che era franata sotto il Santuario. Nel 1978 per la seconda volta e nel 1986 per la terza volta si rifece la copertura a tegole del tetto spesso danneggiata dal vento che in contrada Mongilone produce mulinelli. Parimenti nel 1986, un devoto a sue spese, fece ripristinare il vecchio percorso della processione.

Negli anni 1987-90 con tre cantieri-scuola regionali, gestiti dalla Parrocchia, fu fatta la recinzione del Santuario, furono ristrutturate ed aumentate le finestre, fu fatto il campanile, furono ristrutturati il piazzale e la sagrestia, furono rifatti gl'intonaci esterni, gli scalini della Chiesa in pietra colorata siciliana, fu risistemata, forse definitivamente, la copertura della Chiesa. Inoltre un devoto fece ristrutturare, a sue spese, gl'intonaci interni e la porta d'ingresso, facendo rifare il portoncino ed apporre gli stipiti in pietra colorata di Sicilia. Nel medesimo periodo, con dei cantieri-scuola regionali gestiti dall'Amministrazione Comunale, fu allargata e consolidata in parte la trazzera e portata fino alla piazzetta antistante il Santuario.

Sabato 11 06 1988, fu posta una statua del Sacro Cuore di Gesù (alta due metri) in una piazzola sovrastante il Santuario. In tale occasione, il Sindaco Rag. Giuseppe Natale, alla presenza dei sacerdoti Leonardo Trischitta, Parroco di Mongiuffi e Giuseppe Di Bella, Parroco di Melia e dei fedeli di ambedue le parrocchie, riconsacrò il Comune al Sacro Cuore. La prima consacrazione era stata fatta dal sindaco Avv. Carmelo D'Agostino, nel novembre 1962, in occasione dell'inaugurazione del nuovo palazzo comunale.

Sabato 20 08 1988, per la prima volta viene amministrato nel Santuario il Sacramento della Confermazione. S.E. Mons. Ignazio Cannavò, Arcivescovo di Messina, lo conferisce ai giovani: Ardizzone Maria Catena Anna, Catalano Annalisa, Curcuruto Leonardo, Intilisano Sonia, Lo Po Carmelina, Lo Po Maria Catena, Lo Turco Gaetana, Lo Turco Claudia, Lo Turco Natascia, Puzzolo Carmelo, Saoca Catena, Turrisi Giuseppina.

Sempre nel 1988, Sabato 24 / 08 fu amministrato il primo battesimo nel Santuario. Fu battezzata, Juculano Veronica figlia di Antonino e di Lo Turco Carmela da Taormina. Con contributo dell'Assessorato agli Enti Locali, dal 1989 ad oggi si è potuto dotare il Santuario di un nuovo concerto di otto campane, con comandi prima elettrici e poi elettronici, (costo £ 40.000.000, contributo regionale £ 10.000.000), organo elettronico, banchi, arredi e paramenti sacri, ed ora anche vetrate e mosaici raffiguranti la vita della SS. Vergine (costo £ 29.500.000 - contributo regionale £ 22.000.000).

Il 29 06 1994 per la prima volta si è celebrato il Sacramento del Matrimonio nel Santuario. Gli sposi sono stati i sigg. Lo Po Pietro Paolo da Mongiuffi e Lo Turco Giuseppina Carmela Antonia da Melia.

 

 

 

 

IL NOME

Una spiegazione si potrebbe trovare in Gal 3,31: "Così, fratelli, noi non siamo figli di una schiava, ma di una donna libera". Un'altra spiegazione potrebbe essere questa: nell'Italia Meridionale, viene chiamata "libera" la donna che ha appena partorito. "Della libera" potrebbe essere un titolo della Vergine Santa invocata in modo particolare al momento del parto.

Un'altra spiegazione ancora potrebbe essere quest'ultima: nell'Italia Meridionale e nella Sicilia, la Vergine Santa è venerata anche col nome di Santa Maria dell'idria, o dell'itria, o dell'idra. Ebbene LÙTRON vuol dire riscatto, LYDHROO, riscattare, redimere, liberare, lydhrosis, redenzione, lydhrodhes, redentore.

Mt 20,28: Appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti.

Mc 10,45: Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.

Lc 1,68: Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato e redento (lett. ha fatto la redenzione de) il suo popolo,

Lc 2,38: Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Lc 21,28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione) è vicina.

Lc 24,21 Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; .....

Nel Nuovo Testamento la radice «lutr» è stata riscontrata 20 volte.

 

 

 

 

 

 

LA DEVOZIONE A MELIA

La devozione alla Vergine Santa con questo titolo è giunta a Melia da Rodi Garganico (FG) in Puglia. Attualmente però non ci è dato sapere come sia giunta.

Un'ipotesi potrebbe essere che a Melia sia stata portata da un devoto, originario dalla Puglia o che si è trovato per motivi di lavoro in Puglia e poi sia diventato il capostipite dei "Puglia" che a Melia e nei paesi circonvicini sono numerosi.

 

 

 

 

 

 

IL QUADRO E LA STATUA

La statua, come si è detto, fu scolpita nel 1894 da Sig. Francesco Lo Turco da Gallodoro. Il quadro è anteriore a tale data. Esso è una copia dell'originale che si trova nel Santuario di S. Maria della Libera in Rodi Garganico.

Sia il quadro sia la statua raffiguranti la SS. Vergine Maria presentano a noi la strada delle vera liberazione: la S. Croce sul palmo della mano destra di Maria, la colomba nella mano sinistra di Gesù Bambino, che nella statua è raffigurato con la destra benedicente, mentre nel quadro con tale mano sembra indicare la colomba o giocare con essa.

LA S. CROCE - Se vogliamo essere liberati dal male dobbiamo con fede accettare le nostre croci quotidiane, in unione con Gesù che attraverso la Croce ha liberato il mondo.

LA COLOMBA - Se saremo semplici come colombe risulteremo vincitori ed otterremo la liberazione nelle battaglie della vita. La colomba significa anche l'anima che da questa valle d'esilio vola verso la Patria. In questo caso potrebbe significare Gesù che attira a se i credenti in Lui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecce Homo

 

98040 Calvaruso

Tel. 090.332338

Fax 090.336581

 

Rettore:

P. Massimo Cucinotta T.O.R.

 

 

Orario celebrazioni

 

 

 

www.santuarioeccehomo.it

 

 

 

 

 

 

   

 

Orario celebrazioni S.S. MESSE

 

ora solare

feriale

ora legale

 

 

 

16.30

 

17.30

 

 

 

 


festivo

 

 

 

 

7.30

 

7.30

 

 

 

10.00

 

10.00

 

 

 

16.30

 

17.30

 

 

 

   

18.30

     

 


luglio e agosto

 

 

 

 

7.30

 

7.30

 

 

 

10.00

 

10.00

 

 

 

18,20

 

18,20

     

 


Adorazione Eucaristica

 

 

 

 

Venerdì

17.00

 

Venerdì

18.00

     

 


Catechesi (da ottobre a giugno)

 

 

 

 

Giovedì

17.00

 

Giovedì

18.00

 

 

 

 

 

 

 

Appuntamenti di rilievo

 

 

 

 

Lunedì di pasqua: Festa dell’Ecce Homo

2 agosto: Festa del perdono di Assisi

3 ottobre ore 21 : Transito di san Francesco

4 ottobre: Festa di san Francesco di Assisi

16- 24 dicembre ore 6: Novena del Natale  

Venerdi di Marzo ore 10 Coroncina in onore dell’Ecce Homo  e Messa

 Concerti di Quaresima

V domenica di Quaresima ore 15,30: Via Crucis interparrocchiale  

25 dicembre – 15 gennaio: Mostra del Mini Presepe

 

 

 

 

 

 
 

 

 

Madonna della Catena

 

98040 Quattropani - Lipari

Tel.

Fax

 

Rettore:

P. Giuseppe Mirabito

 

 

Orario celebrazioni

 

 

 

www.santuariocatenalipari.it