S. E. R. Mons. Cesare DI PIETRO

BIOGRAFIA

Il Rev.mo Monsignore Cesare Di Pietro è nato a Messina il 12 marzo 1964, da famiglia messinese.

Dopo gli studi classici al Liceo “G. La Farina”, si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Messina. Per sei anni ha rivestito la carica di Presidente diocesano della Gioventù maschile di Azione Cattolica. Nel 1991, entrato nel Seminario Arcivescovile, ha frequentato l’Istituto Teologico “San Tommaso” per la formazione al sacerdozio, che ha ricevuto da S.E. Mons. Giovanni Marra i1 25 ottobre 1997.

Ha conseguito il Dottorato in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma (2008) e ha frequentato il corso biennale di Paleografia, Archivistica e Diplomatica in Vaticano. Nel 2017 ha ottenuto la licenza in Diritto Canonico alla Lateranense.

Incarichi pastorali più significativi da lui svolti:

  • 1999-2005: Segretario particolare dell’Arcivescovo Mons. Giovanni Marra.
  • 2005-2010: Addetto di Segreteria della Congregazione per i Vescovi e collaboratore Pastorale nella Parrocchia S. Pio V di Roma.
  • Dal 16 agosto 2010 a1 02 febbraio 2018: Rettore del Seminario Arcivescovile “San Pio X” di Messina.
  • Dal 2014 al 2017 Direttore dell’lSSR “S. Maria della Lettera” di Messina.
  • Dal 15 agosto 2017 è Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.

Dal 2009 è Cappellano di Sua Santità.

É membro della Commissione diocesana per gli Ordini e i Ministeri.

Ha pubblicato la sua Tesi di Laurea su: “Domenico de’ Dominicis (1416-1478) vescovo riformatore” e un volume sulla vita del Beato “Don Giuseppe Puglisi”.

LO STEMMA

Descrizione araldica

Blasone: Partito: nel 1° di rosso, alla croce latina radiosa d’oro, sormontante due branche d’ulivo decussate in punta e inframezzanti un rametto di nocciolo fogliato di 2 pezzi e fruttifero di 3, il tutto al naturale; nel 2°: d’azzurro, al mare fasciato ondato di  4 pezzi d’argento e del campo, sormontato da un monogramma mariano del metallo, sormontante una lettera di pergamena srotolata al naturale.

Spiegazione simbolico-teologica

Nel 1° quarto, su campo rosso, colore che richiama l’amore di Dio manifestato nel sacrificio redentore del Cristo suo Figlio, troviamo la Croce, simbolo per eccellenza della fede di cui il Vescovo è chiamata a essere annunciatore e maestro. La Croce è rappresentata nella forma latina e radiosa tipica dell’emblema dell’Azione Cattolica, alla quale Mons. Di Pietro ha legato gli anni della sua giovinezza, avendo anche ricoperto per sei anni l’incarico di Vice Presidente diocesano per il Settore Giovani. Inoltre, la Croce d’oro in campo rosso richiama lo stemma della Città di Messina.

La Croce si trova al di sopra di due branche di ulivo, simbolo di quella pace che deriva dall’incontro vitale e vivificante col Cristo Risorto. Allo stesso tempo, i due rami richiamano il motto scelto dal Vescovo, VIGILATE MECUM. Si tratta delle parole esprimenti l’invito rivolto da Gesù ai suoi discepoli nell’orto degli ulivi, un invito alla preghiera per lottare e vincere contro la tentazione e per trovare la forza di compiere fino in fondo la volontà di Dio. Tra i due rami di ulivo un rametto di nocciolo, che richiama il paese, Fondachelli Fantina, di cui è originaria la famiglia del titolare, dove questa pianta è abbondantemente presente. Quasi a indicare che il titolare desidera accogliere per primo l’invito del Signore a vigilare con Lui e a essere portatore della sua pace tra gli uomini.

Nel 2° quarto, su campo d’azzurro, smalto tipicamente mariano, troviamo il richiamo alla Città di Messina in cui Mons. Di Pietro è nato e ha esercitato il ministero sacerdotale e dove svolgerà il servizio episcopale come Vescovo Ausiliare. Il richiamo è dato dal mare che abbraccia la città. Esso simboleggia anche il mondo, dalle acque spesso agitate, in cui la barca di Pietro, la Chiesa, deve navigare per raggiungere ogni uomo prigioniero del male e bisognoso della misericordia di Dio. Al di sopra del mare una composizione che richiama la Patrona di Messina, la Madonna della Lettera, alla quale Mons. Cesare Di Pietro come ogni suo concittadino è fortemente devoto: un monogramma mariano al di sopra di una lettera nell’aspetto di una pergamena srotolata. Sulla lettera non compare nessuna iscrizione, a indicare che Maria resta aperta al progetto di Dio in spirito di totale fiducia e obbedienza, dà a Dio carta bianca per scrivere sulla sua vita. Quel che, seguendo l’esempio della Vergine Madre e con la sua intercessione ogni credente in Cristo dovrebbe tender a fare con tutto se stesso.

                                                                               Don Antonio Pompili 

                Socio ordinario dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano