Preghiera di Affidamento alla B.V.M: Riflessione dell’Arcivescovo

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
01-05-2020

Preghiera di affidamento alla Beata Vergine Maria all’inizio del mese di maggio a Lei dedicato 

 

RIFLESSIONE DELL’ARCIVESCOVO
MONS. GIOVANNI ACCOLLA

Messina, 1 Maggio 2020

 

[Multimedia]

 

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,

siamo qui, all’ingresso della nostra città, con lo sguardo rivolto alla Madonna della Lettera, perché interceda presso il Suo Figlio a favore di tutto il popolo di Messina e dell’Arcidiocesi. Il Signore ci dia la forza di rimetterci in cammino con la responsabilità del servizio gioioso, della solidarietà, della condivisione e della carità.

Guardiamo a Lei come all’umile ancella del Signore, la donna dell’ascolto, la Madre della speranza.

Nel racconto delle nozze di Cana, Maria si rivolge a Gesù e si rivolge ai servi.

A Suo Figlio con queste parole: “Non hanno vino”, come a dire “c’è il rischio che si rovini la festa”. La sua discreta osservazione è in realtà una richiesta ben determinata, la richiesta di un intervento divino per salvare la festa.

Ai servitori con queste parole: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. I servitori sono la nostra immagine, è come se Maria si rivolgesse ad ognuno di noi per poter interagire con Gesù e riconquistare la gioia di far festa nella vita.

Gesù riconosce la maternità di Maria e opera per la nostra gioia.

Anche noi disponiamoci ad accogliere l’invito di Maria, riconosciamo in Lei la maternità su tutta l’umanità. Ascoltiamo le parole di Gesù, evitiamo che esse cadano nel vuoto, mettiamoci gli uni a servizio degli altri, dispensiamo il vino buono della carità, evitiamo che la festa della vita venga minacciata dalle divisioni e dall’odio.

Quando arrivai a Messina, dissi di avere con me una bisaccia dove dentro ci stavano tre segni: la Croce di Cristo, la barca, simbolo della Chiesa, e Maria Madre di Gesù.

Senza volgere lo sguardo su Gesù, colui che il mondo ha innalzato sulla croce, non comprendiamo il dolore di tante famiglie toccate dal lutto “per i crocifissi messi a morte dalla pandemia”. Non riusciamo a comprendere che oggi essi sono “gli angeli in cielo” che custodiscono le nostre fragilità.

Senza guardare che la barca naviga in mezzo ai marosi, non prendiamo coscienza che l’unica nostra salvezza è il Signore della vita. Sembra che dorma, ma in realtà è vicino e operante in mezzo a noi.

Senza invocare Maria, nostra Madre, non riusciamo a scoprire la forza strepitosa della sua umiltà, della sua tenerezza e della sua determinazione. Ella intercede per noi presso il Suo figlio Gesù.

Ad una madre non si può mai dire di no; Gesù non nega il Suo intervento ed asseconda quanto Maria gli chiede. Se Gesù ascolta quello che la Madre chiede, anche noi, come i servi, siamo chiamati ad ascoltare ciò che la Madre Maria ci ordina: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.

Così possiamo trovare l’entusiasmo per accogliere l’invito di Paolo rivolto alla comunità dei fedeli di Roma: “Gareggiate nello stimarvi a vicenda”.

Auguro a tutti che lo sguardo rivolto a Cristo Crocifisso e ai fratelli crocifissi, apra il nostro cuore e la nostra mente ad operare scelte di responsabilità e di carità, per ricominciare un cammino virtuoso di ripresa pur nella consapevolezza di dover ancora convivere con la minaccia pandemica in corso.

In questo mese dedicato a Maria, impariamo a pregare in famiglia con il Santo Rosario, una corona benedetta, non un “corona-virus”; invochiamo con insistenza la protezione della Madre di Gesù e Lei, Madre della Lettera, benedica ognuno di noi, le nostre famiglie, la nostra città e tutta la nostra Arcidiocesi di Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela.

O della Lettera Madre e Regina: salva Messina, salva Messina!