Presentata in Cattedrale la Lettera Pastorale “Nigra sum sed formosa”

Basilica Cattedrale, 2 ottobre 2026

Una Chiesa che non nasconde le proprie ferite, ma le riconosce e le trasforma in occasioni di rinascita. È questo il messaggio che attraversa “Nigra sum sed formosa” la lettera pastorale dell’arcivescovo Giovanni Accolla, presentata alla comunità diocesana nella Basilica Cattedrale insieme al vicario generale fra Francesco Chillari.
Il titolo della lettera, tratto dal Cantico dei Cantici, offre la chiave di lettura dell’intera riflessione: il modo in cui Dio guarda la sua Chiesa. La “nerezza” richiama le fragilità della comunità ecclesiale: stanchezze, divisioni, rassegnazione e difficoltà strutturali.
La “bellezza” rappresenta, invece, la grazia di Dio che continua a manifestarsi nella santità quotidiana, nel servizio silenzioso e nella vicinanza agli ultimi. Ne emerge l’immagine di una Chiesa dal volto “abbronzato”, con le proprie rughe e ferite, che non sono una vergogna da nascondere, ma una storia da leggere.
Non è soltanto il contenuto a caratterizzare questa pubblicazione, ma anche il metodo scelto per realizzarla. Definita “pastorale-sinfonica”, la lettera è stata realizzata con il contributo di alcuni sacerdoti diocesani e religiosi, chiamati ad approfondire gli aspetti biblici, patristici, teologici e pastorali. Una pluralità di voci che traduce concretamente il principio della sinodalità: parlare insieme, ascoltarsi e valorizzare le differenze per costruire un percorso condiviso. Tre le direttrici indicate per il futuro: accogliere le fragilità come possibilità di riscatto, custodire con
gratitudine la memoria del cammino compiuto e continuare a vivere la sinodalità non come un’esperienza occasionale, ma come stile ordinario della vita ecclesiale. È l’invito a realizzare sul territorio una vera “officina di bellezza”, raccogliendo i frutti della visita pastorale conclusasi nel giugno 2025 e del percorso sinodale.

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