Solennità della Beata Vergine Maria della Lettera 2026

Carissimi fratelli e sorelle,
nella mia ultima lettera pastorale ho ricordato che la «festa in onore della Beata Vergine Maria della Lettera rinnova ogni anno, nel cuore dei messinesi e di tutti i fedeli dell’Arcidiocesi, la certezza della sua materna protezione. Ma più ancora, ci parla di una donna capace di entrare con discrezione nelle pieghe della storia umana, attenta alle necessità dei suoi figli e sempre pronta a camminare con loro». Apprestandoci a celebrare con gioia l’annuale ricorrenza mariana, desidero riconsegnare alla città e all’Arcidiocesi l’icona di Maria, “donna della prossimità”. Quanto i Vangeli riferiscono della sua esistenza ci mostra che la fede di Maria non è stata evasione dalla realtà o narcisistico autocompiacimento, ma una spinta fiduciosa verso L’Alto e un dono generoso per gli altri. Onorane la Madre di Gesù significa far nascere nel cuore il desiderio di imitarla nel suo rapporto con Dio e con gli uomini: un rapporto vero, fatto di ascolto premuroso e di servizio gratuito e disinteressato. Quest’anno, in particolare, guarderemo a due luminose figure della nostra Chiesa locale, pastori zelanti che, senza esitazione, hanno donato la loro vita ai fratelli: il Beato Antonio Franco, Prelato di Santa Lucia del Mela, del quale ricorre il IV centenario del dies natalis (1626-2026) e Sant’Annibale Maria Di Francia, che nel 1926 ebbe la gioia di veder approvate dall’Arcivescoso Angelo Paino le Congregazioni dei Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo. La visita del reliquiario contenente le lacrime della Beata Vergi-ne, sgorgate a Siracusa dall’immagine del Sacro Cuore di Maria nel 1953, sarà un ulteriore segno della compassione di Dio per l’umanità, manifestata nel dono della donna il cui cuore è stato lacerato dalla spada della sofferenza. Augurandovi di vivere
giorni sereni nella lode di Dio e della sua Madre Santissima, vi benedico di cuore.

+ Mons. Giovanni Accolla, Arcivescovo

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