Visita Pastorale a Gravitelli, Montepiselli, Bisconte, Catarratti e S. Marta

12 - 18 marzo 2024

Dal 12 al 18 marzo 2024, l’arcivescovo mons. Giovanni Accolla ed il suo ausiliare mons. Cesare Di Pietro, nel loro instancabile itinerare – ormai da settembre 2023 – lungo il territorio vasto e ricco della nostra arcidiocesi, hanno “fatto tappa” presso quella che viene chiamata “Vallata di Gravitelli” porzione geografica afferente alle parrocchie S. Maria Annunziata e S. Giuseppe (Bisconte/Catarratti), S. Teresa del Bambino Gesù (Montepiselli), S. Maria delle Grazie (Gravitelli Superiore), S. Maria della Consolazione (Gravitelli Inferiore) e S. Marta.
Se dovessimo giocare sulle parole e recuperare una intuizione di mons. G. Impoco che ha suggerito il cambio di nome del rione – da Gravitelli a Gravidelle, con tanto di nuova indicazione toponomastica, onde recuperare la denominazione originaria – potremmo certamente affermare che piuttosto gravido e fecondo è questo lembo di terra, se non altro gravido del dono dello Spirito Santo che permette quotidianamente ai parroci delle parrocchie di cui sopra di operare pastoralmente in un territorio che combina in maniera caleidoscopica ricchezze di ogni tipo e povertà di ogni sorta!
E non vogliamo negare il ruolo di protagonista assoluto, nei giorni della visita di cui trattiamo, allo stesso Spirito Santo che ha saputo radunare davvero in unità parroci, diversi per temperamento e per anagrafe ministeriale, che hanno vissuto una ottima sintonia, anzitutto organizzativa.
Non potendosi, per esigenze di brevità, rendicontare su tutti gli aspetti e momenti della visita, vorremmo certamente sottolineare i due momenti che riteniamo essere stati prioritari nei giorni della Visita.
Anzitutto, il momento dell’Assemblea pastorale di sabato 16 marzo (che riteniamo decisamente l’intuizione più bella e “nuova” della Visita pastorale) preziosa occasione di dialogo fra le parrocchie e tra queste e l’arcivescovo. L’incontro degli operatori pastorali (e non solo essi) distribuiti nei gruppi di rispettiva spettanza pastorale è stato indubbiamente una fondamentale occasione perché ciascuna comunità, nelle persone dei propri “rappresentanti”, potesse mettere in comune i propri “pani e pesci”, le proprie quotidiane esperienze pastorali – coi rispettivi punti di forza e inevitabili limiti – in un dialogo e confronto che ha fortemente alimentato il desiderio di non lasciar cadere nel vuoto questo embrionale germe di “Koinonìa” pastorale cui dar seguito, come da molti evidenziato nel momento della conclusiva collatio.
“Nell’esperienza ecclesiale che viviamo, il Vescovo Giovanni, da te scelto e designato Pastore di questa eletta porzione del tuo popolo santo, assistito dallo Spirito che tutto rinnova, risvegli la fede, accenda la speranza, ridesti la carità evangelica, testamento d’amore del tuo Figlio”, questo un frammento della preghiera composta per la visita, elevata anche nel momento assembleare di cui sopra, col quale ci piace introdurre un pensiero relativo al secondo momento particolarmente intenso di questa Visita.
Ci riferiamo agli incontri dell’arcivescovo e del vescovo ausiliare con le diverse realtà sociali ed educative presenti nel territorio (COT, XI Istituto Comprensivo “Gravitelli”, “Scuola dell’infanzia Montepiselli”, Istituto Comprensivo “La Pira–Gentiluomo”, Stazione Carabinieri di viale Europa, Ospedale Militare, fedeli infermi del territorio), frangenti che hanno certamente restituito una felice occasione di risveglio della fede, speranza e carità in quelle porzioni di popolo di Dio che i parroci servono quali primi collaboratori dei Vescovi che, con la loro generosa ed instancabile disponibilità ad incontrare il Laos tou Theou, significano e sostanziano il lavoro pastorale, quotidiano e faticoso, dei presbiteri contribuendo a rinsaldare un rapporto di collaborazione e fiducia tra la Chiesa e le realtà “laicali” non poco minacciato, soprattutto nella fluida e, a tratti, agnostica società di oggi.
La presenza dell’arcivescovo presso l’abitazione di una donna anziana ed inferma, il sedersi a terra dell’ausiliare accanto ai piccoli della scuola materna – concretizzazione del desiderio di parlare con tono paterno e linguaggio semplice dell’amore del Padre – restituiscono una immagine che trasferisce il Vangelo dalla stampa su foglio alla vita del quotidiano e sintetizzano il senso della visita pastorale che vuole essere un forte richiamo alla testimonianza di comunione fraterna e agapica anzitutto tra i sacerdoti e le comunità parrocchiali, “vicine” in primis nella loro prossimità logistica, e tra questi e le realtà territoriali cui sono a servizio, onde la “grammatica” impiegata da tutti non sia più quella “della mia e tua parrocchia”, “dei frequentanti o non frequentanti la Chiesa” ma quella – volendo parafrasare l’incipit della preghiera composta per la Visita Pastorale – impiegata da un Dio che essendo un Padre di infinità bontà continua a visitare in ogni tempo l’uomo e la donna per ricordare loro la dignità di figli, rilanciando il valore di una sincera accoglienza che, facendosi fraternità e comunione non può non restituire sempre e comunque una fecondità che ci apra a quella speranza, prima fra tutte, quella di lavorare perché la Chiesa che è in Messina-Lipari-S. Lucia del Mela – nell’accogliere con larga e benevola disponibilità di cuore il dono della Visita Pastorale, accogliendo soprattutto ciò che lo Spirito Santo (il vero “protagonista” come dicevamo più sopra) attraverso di essa vuol consegnare – riveli il volto di Cristo che continua a visitare il suo popolo per “ri-cordare” ad esso che solo la comunione (tra vescovo e presbiteri, fra presbiteri, tra di essi e le comunità tutte), dono dello Spirito, può rendere una testimonianza credibile di una Chiesa che continua faticosamente ma indefettibilmente a traghettare il messaggio evangelico in una continua staffetta temporale e logistica … «finché Egli venga!».

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