Al termine della secolare processione delle Barette – gli undici gruppi statuari che raffigurano i momenti ultimi della vita terrena di Cristo Gesù – in piazza Duomo l’arcivescovo Giovanni Accolla ha rivolto il suo messaggio.
Ponendo l’accento sull’amore di Dio offerto all’umanità, ha invitato a riflettere a come tradurre la portata di tale amore.
“Solo una cosa voglio dire a fedeli e cittadini, ha detto l’arcivescovo: l’amore non va sequestrato perché altrimenti rischia di diventare un’esperienza peccaminosa. Se viene sequestrato e privatizzato, non viene condiviso, è come se si vanificasse l’amore di Dio per noi. Allora, alla fine di questa processione, quando si sono contemplati i misteri della
passione di nostro Signore, possiamo dire: grazie Gesù, che hai voluto donare la vita per noi. Riempici il cuore perché possiamo donare la nostra vita con uno sguardo di amore, attenzione e servizio verso i fratelli che sono nella sofferenza”.
Sull’esempio di Cristo, ha chiesto che l’amore a noi donato si incarni con gesti concreti, si faccia storia nei luoghi della nostra quotidianità.
Venerdì Santo 3 aprile 2026
«L’Amore non va sequestrato»
Messaggio dell’Arcivescovo al termine della processione delle Barette
