Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto (cfr. Gv 15)

Rubrica “Ecumenismo Quotidiano”

Spunti mensili di riflessione e azione - Dicembre 2021

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Rubrica mensile “Ecumenismo Quotidiano“, a cura dell’Ufficio per il Dialogo Ecumenico e Interreligioso.
Spunti di riflessione e azione.
Decima uscita – Dicembre 2021

 

Ama per vivere, vivi per amare.
Dionisio Solomos

 

  • SFIDE E OPPORTUNITÀ DEL NOSTRO TEMPO

La crisi causata dal covid-19 ha provocato e fatto esplodere equilibri precari, situazioni difficili e dolorose. Vissute con paura, sentimenti di abbandono e isolamento, le difficoltà si trasformano in chiusura, esperienza di fallimento e di morte. Attraversate con l’appoggio di relazioni umane autentiche diventano occasioni per guardare oltre, al futuro reso ancora possibile dal procedere insieme.

  • CONOSCERE un fatto di cronaca.

L’8 novembre 2021 Adelina Sejdini, a 46 anni, ha cercato la morte lanciandosi da un cavalcavia ferroviario di Roma. Di origine albanese, era arrivata in Italia a 22 anni, vittima della mafia che controlla lo sfruttamento della prostituzione nel nostro paese. Aveva avuto il coraggio di reagire, si era impegnata a fianco dei City Angels per aiutare le giovani prostitute, vittime come lei del racket, a liberarsi da quella schiavitù. Più volte e invano, dopo le sue denunce, aveva chiesto la cittadinanza italiana; all’ultimo rinnovo del suo permesso di soggiorno non le era stato riconosciuto più lo stato di apolide, ma quello di cittadina albanese: solo che in quel paese le era impossibile tornare, dopo che aveva permesso l’arresto di 40 persone e la denuncia di 80. Era venuta da Pavia alla fine di ottobre, nonostante le precarie condizioni di salute, per appellarsi direttamente al presidente della Repubblica o a qualche funzionario del Ministero dell’Interno. Il 28 ottobre si era data fuoco, salvata ma con gravi ustioni. Ma la sofferenza e il senso di abbandono, la consapevolezza di dover affrontare un tumore che l’obbligava a frequenti ricoveri in ospedale, devono essere stati insopportabili.  Il suo, come ogni suicidio, non viene dal desiderio di morire, quanto piuttosto dall’impulso a mettere fine a un dolore diventato insostenibile e a difficoltà che sembrano non avere più alcuna soluzione: una protesta estrema, un grido dell’umanissimo bisogno di amare e ricevere amore, rimasto troppo a lungo solitario e senza risposta.

RI-CONOSCERE guidati dallo Spirito.
Io vi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri. Amatevi come io vi ho amato!  Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se vi amate gli uni gli altri».  Giovanni 13,34-35

  • AGIRE in amicizia, a servizio dell’unica Vigna del Signore.

l verbo “salvarsi” non va declinato in prima persona singolare, ma sempre in prima persona plurale.
In principio è la relazione: l’uomo è chiamato a uscire da se stesso, riconoscersi e accogliersi come parte dell’unica umanità, a immagine, che deve farsi sempre più somigliante, di Dio Padre Figlio Spirito.

  • PER ANDARE OLTRE. Sussidio “Rimanete nel mio amore”, p. 138-139

Ogni fedele, oltre alla sua lotta personale che lo rende capace di dare ospitalità allo Spirito, si unisce con Dio tramite gli altri, per gli altri e grazie agli altri. Il Dio biblico è Trino, è una compagnia di Persone distinte ma unite tra di loro.
Ognuno deve praticare la propria lotta spirituale all’interno di una opera collettiva e non come conquista individuale, convinto che la sua salvezza non si deve alle sue virtù, preghiere e opere buone ma passa necessariamente dal vicino (…) In poche parole: Nessuno si salva da solo.