“Sicilia, quale sviluppo?”: A Taormina il Convegno dell’Ucid sul Futuro dell’isola

Venerdì 30 ottobre, alle ore 17

Venerdì 30 ottobre 2026, alle ore 17.00, presso l’Excelsior Palace Hotel di Taormina, si terrà il convegno “Sicilia, quale sviluppo? Il contributo degli imprenditori e dirigenti cristiani al futuro dell’Isola” (locandina), in occasione della presenza in Sicilia del Consiglio Direttivo nazionale dell’UCID. L’iniziativa, che coinvolge le sezioni UCID di Messina, Palermo e Caltanissetta, vuole promuovere una riflessione sulle prospettive di sviluppo della Sicilia e sulla responsabilità degli imprenditori e dei dirigenti cristiani nella vita economica e sociale del territorio.
Al centro dell’incontro vi è una questione che interpella non soltanto il mondo produttivo, ma l’intera comunità: come costruire uno sviluppo capace di coniugare crescita economica, dignità del lavoro, attenzione alle persone e bene comune? In questa prospettiva, la Dottrina sociale della Chiesa offre importanti criteri di riferimento, richiamando la responsabilità di quanti operano nell’economia e nelle istituzioni a mettere la persona al centro delle scelte e dei processi di sviluppo.
Il convegno sarà aperto dai saluti istituzionali di Carlo Maletta, presidente regionale UCID Sicilia, del cardinale Angelo Bagnasco, consulente ecclesiastico UCID, e di Cateno De Luca, sindaco di Taormina. Invitato a partecipare anche Federico Basile, sindaco della Città Metropolitana di Messina.
La relazione sarà tenuta dal professore Dario Latella, ordinario di Diritto commerciale presso l’Università degli Studi di Messina.
Seguiranno gli interventi di Ivo Blandina, presidente della Camera di Commercio di Messina; Francesco Averna, vicepresidente UCID Caltanissetta; Mario Bonarrigo, presidente UCID Messina Angelo Ferro; e Salvatore La Rosa, presidente UCID Palermo. Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale UCID, Paolo Porrino.
L’appuntamento rappresenta un’occasione di dialogo tra mondo imprenditoriale, istituzioni e sensibilità ecclesiale, nella consapevolezza che il futuro della Sicilia richiede non soltanto risorse e investimenti, ma anche responsabilità, partecipazione e una visione dello sviluppo orientata al bene comune.

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